Cassingheno GE – Azienda agricola Spallarossa Silvia

Loc. Cassingheno, 41 16020 Fascia
Telefono: 010/95825, 347/9443032
E-mail: silvia.spallarossa@gmail.com
Sito internet: https://www.aziendaagricolaspallarossasilvia.it/
Pagina facebook dell’agriturismo

Nell’entroterra genovese la tradizione dei piccoli allevatori è mantenuta viva dalla famiglia Spallarossa che oltre all’allevamento e la vendita di carne bovina ed alla gestione dell’omonima macelleria, offre la possibilità di gustare i loro prodotti deliziosamente cucinati.
Cassingheno è la prima frazione che si incontra risalendo lungo la SP16, dal bivio sulla SS45 verso l’interno del territorio comunale e che raggiunge la località abitata più alta del Comune: Casa del Romano a 1410 m slm, ove è sito l’Osservatorio Astronomico di Fascia. 
Ricordando l’attività familiare risalente a parecchi anni addietro, ma molto nota in Valle (Ristorante della LAIDIN di Cassingheno), nel 2015 nasce una nuova struttura voluta dalla nipote: l’ AZIENDA AGRICOLA SPALLAROSSA SILVIA.
Allevamento e vendita di carne bovina. Agriturismo aperto tutti i giorni su prenotazione. Macelleria agricola: vendita diretta.


BOVINI NATI E SELEZIONATI IN PROPRIO ALLEVAMENTO

Da sempre i nostri capi nascono e crescono selezionati con esperienza in allevamento. 

La qualità della carne dei nostri animali è a disposizione del consumatore direttamente presso il nostro punto vendita.

VENDITA CARNI BOVINE SELEZIONATE

L’annessa MACELLERIA vende carne bovina selezionata del proprio allevamento, con confezioni famiglia altamente vantaggiose.

Prodotti tipici della tradizione genovese

La famiglia Spallarossa offre la possibilità di gustare i loro prodotti deliziosamente cucinati nell’attiguo ristorante che è aperto tutti i giorni su prenotazione.

Pensa GE – Agriturismo Pensa

Loc. Pensa, 1 – 16029 Torriglia GE
Tel. 347 0401287 – 348 5544727
E-mail: agricolapensa@libero.it
Pagina Facebook: Agriturismo “Pensa”

Spinti dalla voglia di allontanarci dalla città non tanto per lo smog o il caos , ma per quello che ormai per noi rappresenta: consumismo sfrenato e mancanza di valori, mia moglie ed io decidiamo di far vivere e crescere le nostre due figlie in una realtà più vicina alle nostre origini,cioè in un ambiente a misura d’uomo, dove dal proprio lavoro si ricava cibo o legna per scaldarsi e non denaro da spendere in telefonini o vestiti.
Dove la luce del giorno e l’oscurità della notte scandiscono il tempo e non bisogna seguire faticosamente le lancette dell’orologio. Dove il tuo lavoro è condizionato dal susseguirsi delle stagioni e non dalla frenesia delle persone che ti circondano.
Insomma vivere in simbiosi con quello che c’è di più naturale al mondo…la natura stessa.
Da qui inizia la ricerca di un luogo adatto, e dopo aver visionato innumerevoli case, ruderi, fattorie e quant’altro ma senza mai avvertire quella sensazione di famigliarità che stavamo cercando , finalmente nel Gennaio 2008… “La Pensa.”…un piccolo borgo della Valtrebbia disabitato e abbandonato da più di 30 anni. Era un po’ malconcio, ma da subito ci siamo sentiti a casa, come se in passato questo luogo fosse appartenuto ai nostri avi.

La Valtrebbia inoltre è sempre stata, sin da bambino, la mia passione con le estati ad Alpe o a Cascina, le pescate in Trebbia o in Brugneto, i funghi dei Tartogni o di Pietranera; insomma in un batter d’occhio abbiamo deciso :”questa doveva essere la nostra casa”. Ora dovevamo pensare ad un lavoro che ci permettesse di vivere , perchè di sola agricoltura, aimè, si muore, non di fame ma sicuramente di debiti, quindi l’unica strada che si poteva percorrere per non allontanarsi da casa e vivere come avevamo deciso era un’agriturismo dove offrire pranzi confezionati con i prodotti della nostra terra in un ambiente famigliare, tranquillo e salutare, senza troppi fronzoli, piscine o comodità, ma certi della genuinità nostra e dei nostri piatti, noi lo definiamo molto” Agri” e poco Turismo e ci piace così!!
Ed ecco che nel 2010 dopo aver affrontato un mare di burocrazia e aver sistemato la prima casa per ricavarne il ristorante, facendo, nei limiti del possibile opere di recupero e non di modernizzazione, abbiamo inaugurato l’Agriturismo. Ora siamo qui, pronti a trasmettere alle persone che ci vengono a trovare (non ci piace definirli clienti) la nostra passione, orgogliosi di ciò che stiamo facendo e speranzosi che anche le istituzioni si accorgano che c’è ancora qualcuno che ha voglia di ridare vita ad una Valle sempre più abbandonata..

Alleviamo capre meticce perché più rustiche e adatte a zone marginali come l’appennino genovese in cui viviamo, più precisamente in alta Val Trebbia nel comune di Torriglia.

Con il latte delle nostre capre produciamo formaggio, la nostra idea di allevamento è sempre stata quella di animali che vivano in simbiosi con il territorio. Conviviamo pacificamente con gli animali selvatici che popolano la valle e grazie ai nostri tre cani da protezione del bestiame, non senza sforzi soprattutto economici, riusciamo a convivere anche con i predatori, Lupo in primis.

Siamo convinti che solo con questo approccio si possa riuscire a dare un’identità al nostro prodotto, solo così si può offrire ai nostri clienti la possibilità di portare a casa un po’ della nostra storia e di raccontare la nostra vita attraverso il formaggio.

Ci impegniamo da sempre per far si che le nostre capre producano il prezioso latte senza esasperazione, senza essere sfruttate. La loro alimentazione da aprile a novembre è basata quasi esclusivamente sul pascolo nei nostri terreni situati a più di 1000 m.s.l.m., terreni incoltivabili data la loro conformazione; nei mesi invernali le alimentiamo con fieno. Solo in determinati periodi dell’anno o quando le condizioni lo necessitano integriamo il fieno o il pascolo con cereali e legumi. Per garantire il loro benessere, le capre hanno un ampio ricovero con libero accesso all’esterno durante tutto l’anno.

Ci siamo posti un’obbiettivo:

Eliminare dalla dieta dei nostri animali qualsiasi foraggio o materia prima coltivata. Questo per far si che il nostro allevamento non sottragga terreni utili a coltivare cibo per noi esseri umani, di conseguenza che il nostro allevamento sia davvero sostenibile sia sul piano alimentare che su quello ambientale. La soluzione?…. Attuare un piano di pascolo per far si che le capre si nutrano di determinate essenze vegetali in base al periodo e al loro fabbisogno alimentare, acquistare fieno sfalciato su prati naturali e possibilmente proveniente da zone montuose o collinari e assolutamente non coltivato. Come integrazione ci siamo prefissati di eliminare cereali e legumi ed usare sottoprodotti dell’industria alimentare NO O.G.M. Quali sono questi sottoprodotti? ad esempio le polpe di barbabietola che sono il residuo della produzione dello zucchero, le farina di semi di girasole o di lino che sono ciò che rimane dall’estrazione dell’olio, le crusche di grano o di ceci…insomma si potrebbe andare avanti all’infinito, basta che immaginiate che da ogni prodotto lavorato che si acquista, ne deriva uno scarto.

Perché ci occorre il vostro aiuto? perché ci mancano le risorse finanziarie per portare a termine il nostro progetto, più precisamente:

– interpellare un veterinario alimentarista per formulare la miscela di sottoprodotti adatta alle esigenze nutrizionali delle nostre capre

– interpellare un agronomo per concordare un piano di pascolo

– acquistare il materiale per recintare i nostri terreni (110000 mq.) e dividerli in parcelle in cui spostare le capre secondo esigenza e salvaguardare la vegetazione da un’eccesso di pascolamento.

Perché aiutarci?

Insieme avremo la possibilità di:

– fare un piccolo passo verso lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile. Con il termine sviluppo sostenibile si intende uno sviluppo in grado di assicurare « il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri » *.
*Rif: Enciclopedia Treccani

– proteggere il suolo e le risorse idriche impiegate, evitando sistemi intensivi, invasivi e distruttivi dell’ambiente;

– produrre basse emissioni di carbonio e azoto;

– incentivare un’agricoltura attenta alla conservazione della biodiversità

Soprattutto avrete la possibilità di sostenere economicamente una piccola realtà che si scontra con i giganti dell’industria agroalimentare, rendendone possibile la crescita economica pur mantenendo i prezzi dei prodotti accessibili a tutti

Se volete contribuire: https://www.produzionidalbasso.com/project/sostieni-le-capre-sostenibili/